venerdì 14 aprile 2006

Simone sull' Island Peak prepara il balzo al Lhotse

da Simone Moro


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Non è stata una notte facile a causa del vento forte e della nevicata che per alcune ore mi ha fatto un po’ preoccupare...
Maggiori notizie su
questo link

giovedì 30 marzo 2006

Prima edizione della Climbing Marathon di Gandino

dagli amici del gruppo Koren


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Domenica 9 Aprile , si terrà la prima Climbing Marathon a coppie alla Falesia di Fontanei.
Autocertificazione e clima festoso, tanto per divertirci insieme. Gratis !!

Maggiori info su www.koren.it

lunedì 27 marzo 2006

Claudio sulla neve dell' Adamello

Da Claudio Cavagna

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Sabato 25 Marzo bellissima giornata in Adamello. Non si parla di arrampicata ma di scialpinismo (non di sola roccia vive un "Camoscio"...mi scuseranno i "puri"); componenti del gruppo: io (Claudio), Corrado e Fabio.

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Dopo esser saliti con gli impianti del Presena in compagnia del nostro Camoscio farmacista Giovanni, un saluto al "pistaiolo" (che aspettiamo una volta munito di pelli!..) e si parte: risalita di pochi metri a piedi al passo Presena (siamo a circa 3000 m), sci ai piedi e si scende in fresca!..fino a 2.400 m circa.

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La giornata è soleggiatissima e il panorama è fantastico! E allora... su le pelli e via! La salita è breve e tranquilla (poco più di 800 m di dislivello) e in 2 ore circa siamo gia' in cima al Corno di Bedole (m. 3238). Fantastica vista! staremmo qui per ore, in silenzio, contemplando il candore che ci circonda... ma il richiamo della neve fresca caduta nelle ultime 24 ore (un buon 40 cm) ci fa fremere le gambe! non vediamo l'ora di "spazzolarla", e così un sorso di the, un'ultima occhiata a 360 gradi e ci si prepara per la fantastica discesa! (ci attendono 2000 metri circa di dislivello).

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Già dalle prima curve il godimento è a mille! La pendenza si fa poi ancora più interessante e riusciamo anche a trovare una variante verso destra che ci apre uno scenario immacolato - NON E' PASSATO NESSUNO! - E ALLORA GIU'!!!! - urliamo come dei matti!!!
Graaaande sciata!!!

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Più sotto, ci fermiamo poi per una meritata pausa e per contemplare le firmette lasciate nel candido manto. Il sole ci scortica e le magliette volano via...torso nudo! ...e qualcuno esibisce pure i pantaloncini!
E' ora di rientrare, tutte le cose belle prima o poi finiscono, ma la montagna è sempre lì e la promessa è sempre la stessa: RITORNEREMO!!!
Ci avviamo così a sciare gli ultimi 600 m di disl. in neve tipo vinavil..(SOB!), ma sopra ne abbiamo gia' sciata a sufficienza...
arriviamo a 1250 m (loc Sozzine), tentiamo l'autostop ma nessuno ci fila...rientriamo allora al Passo del Tonale con lo skibus e si riparte verso casa.
Ad ogni tornante lanciamo sguardi di ammirazione al pendio, un ultimo saluto, un arrivederci e via a macinare chilometri di asfalto! (BLEAK!)...
(...E DOMANI SI VA AD ARRAMPICARE!!! - DHE DHE DHE!!)
CIAO A TUTTI Claudio

venerdì 17 marzo 2006

Simone va in solitaria sul Lhotse!

SIMONE MORO EXPEDITION - Primavera 2006

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La legge dello sport insegna, obbliga moralmente non solo a rispettare le regole del gioco, ma a dichiarare i “giochi”, gli obbiettivi che si vogliono raggiungere, accettando poi il risultato finale. Per questo motivo, anche se volutamente un pochino in ritardo rispetto al solito, ecco annunciato il mio prossimo passo alpinistico….
Vado, di nuovo, per la terza volta a scalare il
Lhotse. Si proprio là, ancora là, per la terza volta! Perché? Dovreste ormai aver capito che la collezione degli 8000 fine a se stessa non mi interessa ed è diventato per il 98% degli himalaysti, il solo modo conosciuto per affrontare le scalate in altissima quota e provare ad intraprendere la carriera dell’alpinista professionista.
Provocatoriamente invece, nell’anno del 50° anniversario della scalata alla quarta montagna della terra, voglio ricordare quella prima scalata di mezzo secolo fa, tentando di realizzarne una “mia”, che sia figlia del 2006, dei cambiamenti che l’alpinismo e gli alpinisti, alcuni, hanno avuto. Saranno ancora tanti, quelli che in fila anche quest’anno tenteranno di salire lungo le corde fisse che condurranno proprio come nel lontano 1956 sulla cima della quarta montagna della terra, il Lhotse appunto, con i suoi 8516 metri. Io provo a uscire dal vincolo “
la cima a tutti i costi, perché devo collezionarne un’altra” e provo a mantener fede alla filosofia del ”proviamo a vincolare al come, l’eventuale successo”.
Non sono solo giochi di parole, piroette verbali quelle che ho appena esposto. Più semplicemente si tratta di decidere di salire in coda ed essere il 300° in cima al Lhotse o essere come è stato per i grandi esploratori verticali, un piccolo apripista di una nuova grande avventura verticale. Storia o statistica queste sono le due diverse pagine che si possono scrivere con questo diverso approccio. Non nascondo che vorrei tanto far parte, ambire, a far parte della prima…. E’ un sogno grande ma se mi è concesso di farlo, lasciate che sia tale. Conosco bene dove posso arrivare…

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Il Progetto

Esiste una sola via, proprio quella della prima scalata del 18 maggio 1956 che è stata salita fino ad oggi in tutto il versante ovest del Lhotse. E’ stata aperta da una spedizione svizzera diretta da A. Eggler, ripercorrendo fino a quota 7800 metri la via di salita all’Everest, deviando poi in direzione dello stretto canale di neve e ghiaccio che conduce direttamente sulla cima del Lhotse. In vetta, quel giorno del 1956 arrivarono F. Luchsinger ed E. Reiss. A tutt’oggi oltre la via “normale” degli svizzeri ne esistono 2 che portano in vetta e sono lungo il versante sud. Ne esistono poi altre 3 che conducono sul Lhotse Shar o sul Lhotse Middel. Il versante est, quello tibetano, della montagna è… inviolato. Non sarà quello però il mio obiettivo. Troppo pericoloso e complicato per essere affrontato da solo.
Sarò infatti solo e senza ossigeno in questo mio tentativo di salire il Lhotse lungo una via/variante nuova sulla parete ovest. La presenza inevitabile delle “comitive” su Everest e Lhotse stesso non renderanno questo mio tentativo in completa solitaria visto che fino a campo 2 a 6300 metri, corrispondente anche alla base della parete ovest del Lhotse, le salite delle normali di Everest e Lhotse coincidono e non esiste alternativa logica al percorso (se non scalando il versante orientale versante del Nuptse di 7864 m).

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Le vie di Everest e del Lhotse continuano poi identiche su un’unica linea fino ai 7800 metri e solo da li prendono diverse direzioni. La via al Lhotse è dunque una variante di 700 metri rispetto alla via normale dell’Everest.

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Partirà da questa considerazione la mia ricerca di un eventuale itinerario alternativo e nuovo che dopo 50 anni possa rappresentare la seconda via di scalata alla cima della quarta montagna della terra lungo il versante occidentale. In caso di abbondanti nevicate o di palesi pericoli oggettivi anche questa ricerca subirà inevitabili variazioni e correzioni, evitando le linee più esposte alle eventuali valanghe. Ovviamente queste ipotetiche linee di salita sono già nella mia mente e sono state osservate sulla base delle mie precedenti scalate alla cima del Lhotse e dell’Everest (da me scalati nel 1994-1997-2000-2002). Tentare da solo è stata una scelta ragionata, che è maturata nelle passate spedizioni e che ha preso forza soprattutto nei mesi scorsi, durante i quali mi sono preparato e divertito con amici, salendo vie in roccia fino all’8a e di misto fino al M10. Mi sento particolarmente in forma e maturo per questo tentativo e spero solo che la montagna abbia voglia di farsi salire, solleticare lungo una linea diversa del suo imponente corpo di roccia e ghiaccio.

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Ogni parola in più rispetto a quelle che vi ho appena esposto è superflua. Speranze, auguri, gesti scaramantici sono come i “se” e i “ma”, inutili, sono aria fritta. Ho deciso da tempo di non fare “turismo d’alta quota agli 8000” (come lo definisce Reinhold Messner e riferito a coloro che ripetono le vie normali aperte mezzo secolo fa), ed ora devo solo continuare ad esserne all’altezza. Se lo gradite, seguitemi sul sito internet, vi terrò aggiornati…

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Timing della spedizione
Partirà il 29 Marzo 2006 dall’uscio di casa mia, a Bergamo, il lungo viaggio che mi porterà a Kathmandu, la capitale del Nepal. Nella città dovrò rimanere per alcuni giorni per sbrigare le formalità burocratiche, pagare i permessi di scalata e trekking, preparare tutti i materiali alpinistici e tecnici che dovranno essere trasportati al campo base dell’Everest, che è poi lo stesso del Lhotse a 5300 metri. Questo lo si raggiunge dopo aver volato per circa un’ora a bordo di un piccolo aereo e atterrando nel villaggio di Lukla a 2700 metri, all’inizio della valle del Khumbu. Da li in circa 7-10 giorni a piedi, a secondo degli itinerari ed eventuali varianti che intendo prendere per prolungare la marcia, al fine di permettere un’ottimale acclimatamento. Tali varianti avranno lo scopo di raggiungere a più riprese quote sempre più alte che dovrebbero raggiungere anche i 6200 metri . Il campo base dovrebbe essere installato intorno al 10 aprile. Fisiologicamente il corpo umano impiega dalle 3 alle 4 settimane per acclimatarsi completamente alle altissime quote e permettere al corpo umano di potersi spingere anche oltre gli 8000 metri senza l’uso di ossigeno artificiale. Per questo motivo il tentativo vero e proprio di raggiungere la cima del Lhotse avverrà tra il 15 e 25 di maggio. Queste date rimangono comunque indicative perché molto dipenderà anche dalle condizione meteo e dall’innevamento che troverò sul colosso Himalayano. Spero con questo progetto di regalare qualche bella sorpresa…
Il rientro previsto in Italia sarà il 2 giugno seppur anche questa data è flessibile a secondo di eventuali esigenze extra di tempo.

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martedì 14 marzo 2006

Fello News, ovvero "Anche le australiane hanno diritto a provarci"

by Fello


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Credo fossimo rimasti che non lavoravo e che me la spassavo, NULLA E' CAMBIATO.....TRANQUILLI!!!
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Ciao compagneros....vorrei cambiare il titolo della mail con qualcosa di serio ma....la soap Canadese continua!!!
Credo fossimo rimasti che non lavoravo e che me la spassavo, NULLA E' CAMBIATO.....TRANQUILLI!!!
Le novità vengono ovviamente dal lato conoscenze, ho qualche amica nuova, sabato 25 feb ho trascorso la notte bianca con Sandra (artista palestra francese), interessante manifestazione, la maggior parte delle attrazioni erano gratuite e malgrado il freddo c'erano molte persone per strada.....carino, peccato che alle 3:30 lei sia crollata, io miravo alla colazione collettiva alle 5:00!!!
Le attrazioni proposte erano un infinità, arte, cinema, culinaria, musica.....ma la più fica era fare il bagno nella piscina esterna sul tetto dell'Hilton (c'erano -15°C) peccato che fosse completo da 2 sett.....sfiga!!!
Altra attività che ha occupato le mie ultime 2 sett è stato fare il turista con Stephanie, la mia nuova Amica australiana...la comunicazione è in inglese con una massiccia dose di gesticolazione e facce espressive tipo cinema muto....
Mercoledì 1.03 era il mio compleanno, ho fatto un party in casa, c'erano 2 australiane 2 italiani e i miei coinquilini quebecois, aspettavo anche Sandra (FR) e sue due amiche ma non ha trovato la casa (sfigata) e Justina la mia amica di origini polacche che vive qui ma che ha studiato in Italia per 5 anni a Firenze era malata...peccato sarebbe stato un bel minestrone....... lo switch tra francese inglese e italiano è stato uno spasso....per gli altri ovviamente che sentivano le bestiate che dicevo!!! Deheheh
La maggior parte delle persone, essendo settimana, sono rientrati all'una e fino ad allora la musica era stata tranquilla perchè si chiacchierava....siamo rimasti io, Stephanie e i miei coinquilini Patric e Guillame...abbiamo finito la sangria il vino la birra e iniziato con rum e coca...musica a Palla e casino fino alle 4:00....dei grandi....che piega!!!
Il ven (03.03.06) c'era il compleanno di Olivier, altro party, altra piega, io Pat e Olivier abbiamo tirato le 5:00 a sparar cazzate e a bere birre a nastro.......nel WE ero-eravamo cadaveri.
Il rapporto con i miei coinquilini va alla grande, inizia ad essere amicizia e mi fa sentire sempre più partecipe della vera vita della città.
Sabato (04.03.06) abbiamo fatto una pizza casalinga dalla coppia Livia e Alessandro (ita) con Justine, mi piace che il mio lanciarmi nel conoscere persone mi faccia essere il contatto tra loro....si creano situazioni sempre nuove e stimolanti!!!
Tornando al presente ieri Stephanie è partita per NY, quindi per 2 sett sono libero di ritornare alle mie normali attività, cioè il cazzeggio....no scherzo, ho un buon programma di studio alla biblioteca pubblica che trovo sia una figata, c'è molto materiale fotografico e anche molte riviste specializzate....una manna!!!!
E' marzo e come promesso inizia lo studio dell'inglese...poi ora sono + motivato...Deheheh
Come è prassi quando non ho più idee su cosa dirvi vi informo sul meteo, piove...uno schifo...martedì sono stato a pattinare e credo che sia stata una delle ultime decenti della stagione, fa caldo +3°C e prevedono piogge e brutto fino alla sett prossima.
Potrei tediarvi con le mie ultime idee in campo fotografico ma preferisco spedirvi qualche immagine del mio party e della vita da turista.....
Alla prossima
Ciao
Fello

martedì 7 marzo 2006

Aguja Poincenot: un' altra vetta per il Parimba

dal sito ufficiale della spedizione Up Project


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EL CHALTEN, Patagonia - Un blitz sulla vetta del Poincenot, il più grande satellite di roccia della montagna simbolo della Patagonia, il Fitz Roy. Barmasse, Andreola e Parimbelli mettono a segno il terzo successo del secondo Trip dell'Up Project

Serata di Marco Astori

dagli amici di Fancymountain



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Venerdi 10 Marzo, presso la sala video dell' oratorio di Zogno, Marco Astori presenta ufficialmente la prossima spedizione e mostrerà i filmati sul Manaslu (2004) e Broad Peak (2005). Maggiori info su www.fancymountain.com

martedì 28 febbraio 2006

Il Parimba sulla Aguja Guillarmet

Dopo avere abbandonato l'impresa del Cerro Piergiorgio, causa frana, ecco il gruppo Up Project impegnato sulla nuova vetta patagonica. Il nostro Parimba inoltre ci fa sapere che "se troviamo un buco di bel tempo vorremmo provare a ripetere la Franco-Argentina sul Fitz-Roy".

dal sito di
Yuri Parimbelli

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Sabato, Yuri al telefono:

"
Tutto bene. Luca è ad El Chalten e noi siamo riusciti a salire laAguja Guillarmet. Siamo poi ritornati al campo base per smontare tutto e trasportare le cose ad El Chalten. Oggi piove anzi diluvia. Abbiamo ancora qualche giorno e se troviamo un buco di bel tempo vorremmo provare a ripetere la Franco-Argentina sul Fitz-Roy. Salutami tutti! Ci vediamo lunedì 5 marzo".

Questo dopo che la spedizione si era
ritirata dal Cerro Piergiorgio:

"Il sogno di Up project di riuscire a scalare la difficilissima parete del Cerro Piergiorgio, in Patagonia, si è infranto ieri contro una frana che si staccata dalla muraglia di granito"

Ed ecco il racconto su quanto accaduto al Cerro Piergiorgio:

"Ieri Hervè Barmasse era in parete, quando la frana si è staccata dalla parete Nordovest del Piergiorgio e ha travolto l'amico e capospedizione, Luca Maspes. Miracolosamente, solo ferito."

Ghiaccio e costine in Valrotta

da Giovanni Battista Stefanoni

foto di Simone Moro

Sabato 25 Febbraio, fiesta nel ghiaccio:
Un gran successo nonostante il tempo avverso
che ha mantenuto un leggerissimo nevischio e le recenti
nevicate che hanno costretto ad aprire una traccia
nella neve di oltre 1,5 mt.

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Siamo arrivati ad essere
quasi una ventina di persone tra cui Camos, Simone Moro,
Marco Astori e il "Chita" ( addirittura con clienti di Roma città! ) e tante persone e amici che hanno
potuto fare la loro prima esperienza di scalata su ghiaccio.

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La cascata era al suo massimo splendore, eccezionalmente
larga, mai verticale, un ghiaccio fantastico. E' stata attrezzata sulle due soste oltre che sul dry-tooling di destra.
Tutti hanno provato a salirla ripetutamente con gran soddisfazione.
Le micro-slavine di neve polverosa che cadevano dagli alberi posti sopra erano motivo di gran divertimento e creavano un'atmosfera carnevalesca.
Sotto la volta di roccia, sgombra dalla neve, è stato preparato un pranzo addirittura esagerato con carne, costine e cotechini e polenta arrostiti sulle ardesie, dolci vino e bibite in quantità, quest'ultime disponibili nella zona bar ricavata da una nicchia nella neve.
Un fuoco fantastico ( acceso grazie all'abile lavoro di motosega di Camos ),
l'impegno e la collaborazione di tutti e una cascata a dir poco perfetta hanno trasformato la giornata in una FESTA ESAGERATA!
Non volevamo più andar via!

mercoledì 22 febbraio 2006

La sfida d’inverno alle cime da ottomila

dal quotidiano "Il Giornale"


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Un' interessante "punto della situazione" sulla evoluzione delle spedizioni di punta in Himalaya con riferimento al nostro Simone Moro, nell'articolo di Lorenzo Scandroglio.
Scarica qui la pagina in formato pdf

Metti una sera... col Camos

4 serate organizzate dal GAM di Treviolo. Naturalmente il "clou" è sabato 11 Marzo, quella del nostro Presidente. Ma interessantissime anche quelle di sabato 25 febbraio (Franz Nicolini), sabato 18marzo (Ermanno Salvaterra), e sabato 25 marzo (spedizione Nanda Devi). Scarica qui il volantino in formato pdf

Un successo il 2° Meeting di ghiaccio Conca dell'Alben

Dagli amici di Fancymountain

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"Neanche la bufera di neve è riuscita a fermare gli impavidi ghiacciatori del 2° Meeting della Conca dell'Alben. In mattinata i 29 iscritti alla manifestazione si sono cimentati su 6 percorsi di qualificazione, tracciati da Bruno Tassi (Camos) e Marco Astori, incuranti delle pessime condizioni meteo e sostenuti da un fumante vin brule."
Trovate tutto il commento più una bella galleria fotografica su
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